Social freezing, in Toscana fino a 3mila euro per congelare gli ovociti

Social freezing, in Toscana fino a 3mila euro per congelare gli ovociti
fertilità
Approvata la nuova legge regionale: contributo per le donne tra 25 e 39 anni con Isee fino a 30mila euro. Ecco requisiti e modalità previste

La Toscana introduce un contributo fino a 3mila euro per le donne che scelgono il social freezing, la crioconservazione degli ovociti effettuata non per ragioni mediche ma con l'obiettivo di preservare la possibilità di una futura maternità.

La legge sulle «Disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali» è stata approvata dal Consiglio regionale della Toscana con 22 voti favorevoli, 12 contrari e un'astensione.

Chi può ottenere il contributo

Il sostegno economico sarà concesso una sola volta e fino a un massimo di 3mila euro. Per accedervi occorrerà avere un'età compresa tra 25 e 39 anni, essere residenti in Toscana da almeno un anno e appartenere a un nucleo familiare con Isee non superiore a 30mila euro.

Le risorse saranno assegnate alle aziende sanitarie locali, che dovranno pubblicare specifici bandi. In caso di richieste superiori alle disponibilità, avrà la precedenza chi presenta l'Isee più basso; a parità di Isee sarà data priorità alla donna con maggiore età anagrafica.

Per finanziare la misura sono stati stanziati 50mila euro per il 2026 e 250mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Cos'è il social freezing

Il social freezing permette di prelevare e crioconservare gli ovociti durante l'età fertile per poterli eventualmente utilizzare in futuro. Si distingue dalla preservazione della fertilità per ragioni mediche, prevista ad esempio per alcune pazienti oncologiche o affette da determinate patologie.

In Toscana la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale era già prevista: le disposizioni regionali attualmente consentono l'accesso alle donne maggiorenni con meno di 40 anni, ma nel caso del social freezing procedura, farmaci e mantenimento degli ovociti sono a carico della paziente.

È proprio sul costo che interviene la nuova legge, attraverso il contributo regionale destinato alle donne che rispettano i requisiti economici e anagrafici.

Il confronto in Consiglio regionale

L'approvazione è arrivata dopo un ampio confronto politico. A favore hanno votato Pd, Avs, Casa Riformista e M5S; contrari Fratelli d'Italia e Forza Italia. La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi si è astenuta, mentre Irene Galletti del M5S non ha partecipato al voto.

Il primo firmatario Andrea Vannucci, presidente della commissione Sanità, ha spiegato che il cuore della legge è rendere più equo l'accesso a una possibilità che comporta costi rilevanti. Le opposizioni hanno invece sollevato dubbi sull'efficacia della misura rispetto al problema della denatalità, sostenendo la necessità di intervenire maggiormente su prevenzione, informazione e condizioni economiche e sociali che incidono sulla scelta di avere figli.

Il Consiglio regionale ha inoltre approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna la Regione a promuovere, attraverso le aziende sanitarie e i consultori, un programma di informazione sulla fertilità e sulla salute riproduttiva.

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