Scuola, il Governo commissaria la Toscana: accorpamenti degli istituti e scontro sui numeri degli studenti

La Regione contesta i tagli e parla di dati sovrastimati: per Giani e Nardini gli accorpamenti sarebbero la metà se basati sulle iscrizioni reali

Il Governo ha deciso di commissariare Toscana, Umbria, Sardegna ed Emilia Romagna, nominando un commissario ad acta per procedere agli accorpamenti degli istituti scolastici, dopo l’opposizione delle Regioni ai tagli previsti dal piano di dimensionamento.

La decisione è stata assunta nel Consiglio dei Ministri, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti delle Regioni coinvolte. Per la Toscana è intervenuta l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini, che ha ribadito la contrarietà della Regione ai tagli e la scelta di sospendere gli accorpamenti in attesa dell’esito del ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica.

Il presidente Eugenio Giani e l’assessora Nardini sottolineano che i numeri su cui si basa il Governo non rispecchiano la reale popolazione studentesca: secondo la Regione, utilizzando i dati effettivi, gli accorpamenti in Toscana scenderebbero da 16 a 8. La differenza deriverebbe da uno scostamento di circa 8mila studenti tra le stime ministeriali e i dati dell’Ufficio scolastico regionale.

La Regione ribadisce inoltre il confronto avviato in questi mesi con enti locali e sindacati e giudica la scelta del Governo “sbagliata e penalizzante”, con possibili ricadute negative sul piano didattico e occupazionale. In Toscana le istituzioni scolastiche autonome passerebbero da 466 a 450, con accorpamenti previsti in diverse province, tra cui Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Firenze, Grosseto e Siena.

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