Palio di Siena del 18 agosto 2026, il Nicchio torna a vincere dopo 28 anni: Tittia firma il cappotto

Palio di Siena del 18 agosto 2026, il Nicchio torna a vincere dopo 28 anni: Tittia firma il cappotto
palio dell'assunta
Il Nicchio torna a vincere il Palio di Siena dopo 28 anni. Tittia firma il successo su Anda e Bola al termine di una Carriera rinviata due volte per la pioggia

Siena ha aspettato due giorni, come se anche il cielo avesse voluto prendere parte al gioco delle Contrade. Poi, finalmente, il tufo ha retto, il sole è tornato sopra Piazza del Campo e il Palio di Siena 2026 ha trovato il suo padrone: il Nicchio, che con Giovanni Atzeni detto Tittia su Anda e Bola torna a stringere il Drappellone dopo ventotto anni. Una vittoria che ha il sapore delle grandi attese finalmente sciolte, perché il Nicchio non vinceva dal 16 agosto 1998.

Tittia, invece, sembra ormai avere con Piazza del Campo una confidenza quasi domestica. Dopo il successo del 3 luglio con l’Aquila, ancora una volta sul gradino più alto: è il suo “cappotto” personale nel 2026, una doppietta che conferma la sua straordinaria stagione. Per il fantino nato in Germania da famiglia sarda è una nuova pagina di una carriera già entrata nella storia del Palio.

Ma questa Carriera ha avuto bisogno di pazienza prima ancora che di coraggio. Il Palio dell’Assunta era fissato per domenica 16 agosto. La pioggia, però, ha reso impraticabile il tufo e costretto il Comune a rinviare la corsa a lunedì 17. Quando anche il lunedì il maltempo è tornato a insistere sulla città, è arrivato il secondo rinvio, fino a martedì 18 agosto. Un doppio slittamento che non si verificava da cinquant’anni per il Palio dell’Assunta.

Una decisione forse indigesta a chi guarda il Palio soltanto come una corsa di novanta secondi, ma comprensibile per chi conosce Siena. Il Palio non è soltanto il galoppo dei cavalli: è il corteo, la tradizione, il lavoro delle Contrade, la sicurezza degli animali e dei fantini. Il tufo bagnato non concede sconti e, davanti al rischio, la festa deve aspettare.

E quando finalmente si è corso, Piazza del Campo ha offerto il suo consueto teatro di nervi. La mossa è stata lunga, con i cavalli chiamati più volte fuori dai canapi: circa tre quarti d’ora di attesa, tensione che saliva e una città intera sospesa sul gesto del mossiere. Poi la partenza valida e Tittia ha fatto ciò che sa fare meglio: prendere il comando e trasformare la corsa in una faccenda personale. Nicchio davanti, Selva e Torre alle spalle, poi il vuoto.

Anda e Bola, cavallo già protagonista a Piazza del Campo, ha risposto con la forza necessaria. Tittia ha trovato subito la traiettoria buona e ha imposto il proprio ritmo, mentre dietro si combatteva per ciò che restava del Palio. La Contrada dei Pispini ha potuto così liberare una gioia rimasta compressa per quasi tre decenni.

C’è una curiosa geometria nella storia di questa vittoria. A luglio era stata l’Aquila, dopo 34 anni di digiuno, a liberarsi della “cuffia” di Contrada nonna. Il successo di Tittia aveva consegnato proprio al Nicchio quel poco invidiabile primato: dal 1998 nessun trionfo. Ora anche quella attesa è finita.

Il Palio è questo: una città che può aspettare la pioggia, ma non dimentica l’attesa. E quando finalmente il canape si abbassa, ventotto anni possono diventare tre giri, un cavallo, un fantino e un urlo solo.

Questa volta quell’urlo è stato del Nicchio. E sopra tutti, ancora una volta, quello di Tittia. A Siena il tempo può fermare il Palio. Non può fermare la storia.

Foto credit: Facebook Comune di Siena

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