Siena aspetta. Ancora una volta. Dopo due rinvii consecutivi a causa della pioggia, il Palio dell’Assunta 2026 dovrebbe corrersi oggi, martedì 18 agosto, alle 19, condizioni della pista permettendo. Un’attesa diventata ormai parte della storia di questa Carriera, tanto da riportare alla memoria il precedente del 1976, quando il Palio di agosto fu rinviato due volte.
Per chi guarda da fuori può sembrare semplicemente una corsa rimandata. Per un senese è qualcosa di molto più profondo. Il Palio non comincia quando i cavalli entrano in Piazza del Campo: comincia molto prima, nell’attesa, nella preparazione, nei riti e nella memoria delle Contrade.
Siena e le sue Contrade
Le radici del Palio affondano nei secoli della storia senese. Il primo Palio corso “alla tonda” in Piazza del Campo risale al 1633, mentre le Contrade hanno origini ancora più antiche.
Sono diciassette, ma soltanto dieci partecipano a ogni Carriera. Per il Palio dell’Assunta 2026 saranno al canape Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa.
Ma chiamarle semplicemente “squadre” sarebbe riduttivo. La Contrada è una comunità, un’appartenenza che attraversa le generazioni. È il bambino che impara i colori del proprio rione, l’anziano che racconta una vittoria di molti anni prima, la famiglia che conserva fotografie, ricordi e storie. La rivalità è naturalmente parte del Palio, ma non ne rappresenta l’unico volto. Accanto alla competizione esistono rapporti di amicizia, solidarietà e vicinanza tra le Contrade, costruiti nel corso dei secoli.
Il Palio, prima ancora di essere una corsa, è dunque un modo attraverso il quale Siena racconta se stessa.
Tre giri, una storia intera
Il momento più spettacolare arriverà con i tre giri sul tufo di Piazza del Campo. Ma prima ci sarà il Corteo Storico, con centinaia di figuranti, bandiere, tamburi e simboli che riportano nella Piazza la memoria della città.
Il Drappellone del 2026, destinato alla Contrada vincitrice, è stato realizzato dall’artista romena Teodora Axente.
Poi arriveranno i cavalli, il canape e quel silenzio particolare che precede la partenza. In pochi minuti si concentreranno emozioni che hanno richiesto mesi di attesa.
La “strega” e il mistero del Palio
In questi giorni, già particolari per i continui rinvii, anche un piccolo mistero ha contribuito ad alimentare l’atmosfera della vigilia: la comparsa della “strega”, una figura misteriosa sulla quale si sono accesi curiosità e interrogativi.
Il racconto, ripreso anche dal Sole 24 Ore, sembra quasi appartenere naturalmente al mondo del Palio, dove storia, simboli, superstizione e teatro finiscono spesso per incontrarsi. A Siena il confine tra ciò che accade davvero e ciò che diventa racconto è sempre molto sottile.
E forse anche questo contribuisce al fascino della Carriera: non soltanto una competizione, ma un rito nel quale ogni dettaglio può trasformarsi in memoria.
Una tradizione nel presente
Il Palio viene osservato oggi anche attraverso una sensibilità diversa rispetto al passato, soprattutto sul rapporto tra tradizione, sicurezza e tutela dei cavalli. È un tema che merita attenzione e rispetto, senza ridurre una realtà complessa a una contrapposizione tra tifosi e animalisti.
In questi giorni, proprio il maltempo ha ricordato che la sicurezza viene prima del calendario. Con il tufo reso impraticabile dalla pioggia, la corsa è stata rinviata.
Ora Siena aspetta ancora.
Se le condizioni lo permetteranno, nel pomeriggio Piazza del Campo tornerà a riempirsi di colori, bandiere e tamburi. Poi arriveranno i cavalli. E per quei pochi minuti una città intera sembrerà trattenere il respiro.
Il Palio è una corsa soltanto in superficie. Sotto, è memoria, appartenenza e identità. È una storia che Siena continua a raccontare non soltanto conservandola, ma vivendola. Oggi, dopo due giorni di pioggia e di attesa, quella storia potrebbe finalmente tornare a correre sul tufo.

