Mercoledì 28 ottobre, il ritorno alla normalità dell’ISIS Federigo Enriques è passato anche attraverso una manifestazione pubblica. Dopo dodici giorni di chiusura, studenti, docenti e personale ATA sono tornati a far sentire la propria voce, attraversando le strade cittadine per esprimere vicinanza all’istituto e ribadire il valore del rispetto e della legalità.
All’iniziativa hanno partecipato la dirigente scolastica Barbara Degl’Innocenti, la sindaca di Castelfiorentino Francesca Giannì e il vicesindaco Gianluca D’Alessio, insieme alla comunità scolastica. Il corteo, accompagnato dal presidio di sicurezza delle forze dell’ordine, ha raggiunto piazza Gramsci, dove è stato letto un comunicato del Consiglio d’Istituto. È seguito un minuto di silenzio e riflessione. La manifestazione, promossa dal Consiglio d’Istituto, aveva anche l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su quanto accaduto e sostenere una raccolta fondi per contribuire alle spese straordinarie causate dai danneggiamenti.
In quella piazza, la partecipazione dei ragazzi ha dato concretezza a un messaggio condiviso: rifiutare la violenza gratuita e difendere ciò che appartiene a tutti. Una testimonianza che ha portato fuori dalle aule i principi del percorso educativo, trasformando una giornata difficile in un’occasione di responsabilità collettiva.
La scuola come bene comune
I danneggiamenti, avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, avevano interessato gli arredi e gli ambienti scolastici, dove le polveri degli estintori avevano reso necessari interventi di bonifica e pulizia. La riapertura è stata possibile dopo le operazioni necessarie a ripristinare le condizioni igieniche e di sicurezza, grazie al lavoro del personale scolastico e degli operatori coinvolti, con il supporto della Città Metropolitana di Firenze.
Anche la sindaca Francesca Giannì, presente al corteo, ha sottolineato pubblicamente il lavoro svolto per consentire la ripresa delle attività, ringraziando il personale ATA, i docenti e gli operatori impegnati nel ripristino. Le verifiche sui danni e sulle relative coperture economiche sono proseguite in raccordo con gli enti competenti.
La vicenda ha ricordato quanto la vita di una scuola dipenda anche da un impegno spesso poco visibile: quello di chi si occupa degli spazi, dell’organizzazione e delle condizioni necessarie per garantire le lezioni. Un lavoro che coinvolge competenze e responsabilità differenti, ma converge verso un obiettivo comune. Difendere la scuola significa riconoscere il valore di questi ambienti: non soltanto luoghi di apprendimento, ma spazi condivisi nei quali si costruiscono relazioni, si esercita il confronto e si impara a convivere nel rispetto degli altri.
Il ritorno in classe
Al termine della manifestazione, le classi sono rientrate all’Enriques e le lezioni sono regolarmente proseguite. La ripresa delle attività ha segnato la conclusione di dodici giorni difficili, mentre il corteo ha offerto agli studenti l’opportunità di esprimere pubblicamente il proprio attaccamento all’istituto.
La giornata non cancella quanto accaduto e non sostituisce l’accertamento delle responsabilità. Lascia però una testimonianza significativa: ragazze e ragazzi che hanno scelto di esserci, insieme ai propri insegnanti, al personale scolastico e alle istituzioni, per affermare il valore della legalità e della cura dei beni comuni.
A Castelfiorentino, il messaggio dell’Enriques si traduce così in un impegno concreto: tornare a fare scuola, ogni giorno, con la consapevolezza che il rispetto non si proclama soltanto, ma si dimostra attraverso i comportamenti.

