Castelfiorentino, Enriques: bonifica effettuata, si lavora per il ritorno in classe

Castelfiorentino, Enriques: bonifica effettuata, si lavora per il ritorno in classe
Enriques
Dopo gli atti vandalici all'istituto Enriques, la sindaca Francesca Giannì aggiorna sui lavori e sui possibili tempi di riapertura

Si lavora per consentire agli studenti dell'ISIS Enriques di tornare in classe dopo i gravi atti vandalici avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 ottobre. A fare il punto sulla situazione è la sindaca Francesca Giannì, che attraverso un aggiornamento pubblicato sui social ha illustrato lo stato degli interventi e ribadito la ferma condanna per quanto accaduto.

Dopo le operazioni di bonifica eseguite da un'azienda specializzata, entra in servizio il personale ATA, impegnato a proseguire le attività di pulizia e riordino degli ambienti scolastici. Un lavoro necessario per riportare l'istituto nelle condizioni di accogliere nuovamente gli studenti.

L'obiettivo è riuscire a riprendere le lezioni entro la fine della settimana, ma non è stata ancora comunicata una data ufficiale di riapertura. La possibilità del rientro dipenderà dall'andamento delle riparazioni e dal ripristino delle condizioni di sicurezza.

«A loro va il nostro ringraziamento per il lavoro che faranno per garantire il rientro a scuola dei ragazzi, speriamo entro la fine della settimana in base all'andamento delle riparazioni», scrive la sindaca riferendosi al personale ATA.

Le indagini e la condanna degli atti vandalici

Intanto proseguono le attività delle forze dell'ordine per ricostruire quanto avvenuto all'interno dell'istituto e accertare le responsabilità individuali.

La vicenda, inizialmente ricondotta a un tentativo di occupazione da parte di un piccolo gruppo di studenti, con la presenza anche di giovani non più appartenenti alla popolazione scolastica, aveva provocato danni agli arredi e agli ambienti, oltre alla dispersione delle polveri degli estintori. Una situazione che aveva reso necessaria la sospensione delle lezioni.

La sindaca torna a distinguere nettamente quanto accaduto da una forma di protesta o rivendicazione.

«Non c'è un movimento, non c'è una intenzione ragionata, non una organizzazione di questo genere. C'è solo violenza, ingiustificabile», afferma Giannì, che sottolinea anche il danno arrecato all'intera comunità scolastica.

«Si arriverà in fondo alla cosa, con le conseguenze penali del caso, questo è certo», aggiunge la prima cittadina. Restano comunque affidati agli accertamenti degli investigatori l'individuazione delle persone coinvolte e la definizione delle eventuali responsabilità penali.

Per il momento resta quindi confermata la chiusura dell'istituto, in attesa delle condizioni necessarie alla riapertura e delle successive comunicazioni ufficiali.
 

 

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